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E’ vero che il peccato non toglie nulla a Dio? Caro Alessandro, 2. Guardando all’umanità di Cristo noi scopriamo il male che gli abbiamo fatto e il male che causiamo oggi nel suo corpo mistico, la Chiesa. Ogni nostra azione, infatti, ha sempre un duplice riverbero: uno sul corpo fisico di Gesù e un altro sul suo corpo mistico. Contemplando il corpo martoriato del Signore possiamo comprendere quello che attualmente stiamo facendo alla Chiesa e alle anime. Allora, come vedi, c’è da addolorarsi. E non solo. Ma anche di decidere presto di cambiare vita. 3. È vero che Cristo attualmente è risorto ed è glorioso. E sotto questo aspetto anche a lui personalmente non possiamo togliere o aggiungere nulla. Tuttavia il Cristo glorioso porta le cicatrici della sua passione. E contemplando quelle cicatrici dovremmo da una parte sentirci incendiare di amore per lui, e dall’altra dovremmo provare una profonda vergogna. 4. Sulle conseguenze ecclesiali e sociali di ogni nostro peccato ti riporto l’insegnamento di Giovanni Paolo II: “Poiché col peccato l’uomo rifiuta di sottomettersi a Dio, anche il suo equilibrio interiore si rompe e proprio al suo interno scoppiano contraddizioni e conflitti. Così lacerato, l’uomo produce quasi inevitabilmente una lacerazione nel tessuto dei suoi rapporti con gli altri uomini e col mondo creato. È una legge e un fatto oggettivo, che hanno riscontro in tanti momenti della psicologia umana e della vita spirituale, come pure nella realtà della vita sociale, dov’è facile osservare le ripercussioni e i segni del disordine interiore. Il mistero del peccato si compone di questa doppia ferita, che il peccatore apre nel suo proprio fianco e nel rapporto col prossimo. Perciò si può parlare di peccato personale e sociale: ogni peccato è personale sotto un aspetto; sotto un altro aspetto, ogni peccato è sociale, in quanto e perché ha anche conseguenze sociali” (Reconciliatio et Paenitentia, 15). 5. Ma c’è anche da considerare il male che facciamo a noi stessi, che ci rende sempre più insensibili ai richiami del Signore e incapaci di convertirci seriamente. Si legge che un giorno il S. Curato d’Ars, sentendo l’accusa dei peccati di una persona, si è messo a piangere. Il penitente rimase sorpreso e domandò la causa di quel pianto. Il Santo rispose: “Piango perché non piange lei”. Il Santo Curato vedeva in quel momento tutti i mali causati dai peccati commessi da quella persona: quelli causati nel corpo fisico di Gesù, quelli causati nel corpo mistico di Cristo e quelli causati nella vita del penitente stesso. 6. Ce n’è dunque per essere autenticamente addolorati ed essere spinti a cambiare vita. Ti ringrazio delle preghiere che ti impegni a fare per me. Il Signore ti benedirà per questo. Anch’io prego per te, ti benedico e ti saluto. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://amoremisericordioso.spaces.live.com/blog/cns!5C0C2D28078CB852!19161.trak Weblogs that reference this entry
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