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1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –292- Quando una misteriosa forza interiore mi sollecitò nuovamente, affinché non rinviassi oltre questa causa, non trovando pace, ne parlai al confessore Padre Bukowski, dicendogli che ormai non potevo attendere più a lungo. Il Padre mi rispose: «Sorella, questa è un'illusione, Gesù non può esigere questo, lei ha i voti perpetui, è tutta un'illusione. Lei, sorella, sta inventando qualche eresia». E gridava contro di me quasi con tutta la voce che aveva. Chiesi se era tutto illusione. Mi rispose: «Tutto». «E allora come debbo comportarmi d'ora innanzi? La prego di dirmelo». «Ecco qua, lei, sorella, non deve seguire nessuna ispirazione, deve Non so da dove il Padre abbia preso tanta severità. Quando m'allontanai dal confessionale, tutto un groviglio di pensieri oppresse la mia anima. A che scopo essere sincera? In fin dei conti, quello che ho detto non sono peccati e perciò non ero obbligata a parlarne al confessore. E ancora, com'è bello che non devo più badare al mio intimo, purché vadano bene le cose all'esterno. Ora non ho più bisogno di badare a niente. In realtà fin da ora non dovrò più seguire certe voci interiori, che talvolta mi costano tante umiliazioni. Ma di nuovo un misterioso dolore compresse la mia anima: allora non potrò più trattare familiarmente con Colui al quale anelo così ardentemente? Colui che è tutta la forza della mia anima? Cominciai a gridare: «Da chi andrò, o Gesù?». Ma dal momento della proibizione del confessore, delle fitte tenebre son cadute sulla mia anima. Ho paura di sentire qualche voce interiore, per non infrangere la proibizione del confessore, d'altra parte agonizzo di nostalgia per Iddio. Il mio intimo è dilaniato, non avendo la mia volontà, ma sono affidata totalmente a Dio. Questo avveniva il Mercoledì Santo, la sofferenza aumentò maggiormente il Giovedì Santo. Quando giunsi alla meditazione, entrai in una specie di agonia, non sentivo la presenza di Dio, ma tutta la giustizia di Dio gravava sopra di me. Mi vidi quasi annientata per i peccati del mondo. satana cominciò a scherzarmi: «Ecco qua, d'ora in poi non ti interesserai più di anime. Vedi che ricompensa ne hai. Nessuno ti crederà che questo lo vuole Gesù. Guarda come soffri adesso e quello che soffrirai ancora. Dopo tutto, il confessore ti ha liberato fin d'ora da tutto questo». Adesso posso vivere come mi pare, purché vada bene all'esterno. Questi pensieri terribili mi tormentarono per un'ora intera. Quando s'avvicinò il momento della santa Messa un dolore mi strinse il cuore: io dovrei uscire dalla Congregazione? E dato che il Padre mi ha parlato di eresia, dovrei staccarmi dalla Chiesa? Con voce interiore e dolorosa gridai al Signore: «Gesù, salvami!». Ma nemmeno un raggio di luce entrò nella mia anima e sentii che le forze mi abbandonavano, come se avvenisse la separazione del corpo dall'anima. Mi sottomisi alla volontà di Dio e ripetei: avvenga di me, o Dio, quello che hai stabilito, ormai in me non c'è più nulla di mio. All'improvviso s'impossessò di me la presenza di Dio e mi penetrò da una parte all'altra fino al midollo delle ossa. 4. Io sono il tuo dolce Consolatore
"Signore, vorrei parlare con te con tanta grazia quanto la prima donna, quando visitavi Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre". Gesù e Gabrielle Bossis 3. Udienza Generale - Benedetto XVI presenta la figura di Simeone il Nuovo Teologo – 16 Settembre 2009 (Passi salienti)Quest’oggi ci fermiamo a riflettere sulla figura di un monaco orientale, Simeone il Nuovo Teologo, i cui scritti hanno esercitato un notevole influsso sulla teologia e sulla spiritualità dell’Oriente, in particolare per ciò che riguarda l’esperienza dell’unione mistica con Dio. Simeone il Nuovo Teologo nacque nel 949 a Galatai, in Paflagonia (Asia Minore), da una nobile famiglia di provincia. Ancora giovane, si trasferì a Costantinopoli per intraprendere gli studi ed entrare al servizio dell’imperatore. Ma si sentì poco attratto dalla carriera civile che gli si prospettava e, sotto l’influsso delle illuminazioni interiori che andava sperimentando, si mise alla ricerca di una persona che lo orientasse nel momento pieno di dubbi e di perplessità che stava vivendo, e che lo aiutasse a progredire nel cammino dell’unione con Dio. Trovò questa guida spirituale in Simeone il Pio (Eulabes), un semplice monaco del monastero di Studios, a Costantinopoli, che gli diede da leggere il trattato La legge spirituale di Marco il Monaco. In questo testo Simeone il Nuovo Teologo trovò un insegnamento che lo impressionò molto: "Se cerchi la guarigione spirituale – vi lesse - sii attento alla tua coscienza. Tutto ciò che essa ti dice fallo e troverai ciò che ti è utile". Da quel momento – riferisce egli stesso - mai si coricò senza chiedersi se la coscienza non avesse qualche cosa da rimproverargli. Simeone concentra la sua riflessione sulla presenza dello Spirito Santo nei battezzati e sulla consapevolezza che essi devono avere di tale realtà spirituale. La vita cristiana – egli sottolinea - è comunione intima e personale con Dio, la grazia divina illumina il cuore del credente e lo conduce alla visione mistica del Signore. In questa linea, Simeone il Nuovo Teologo insiste sul fatto che la vera conoscenza di Dio non viene dai libri, ma dall’esperienza spirituale, dalla vita spirituale. La conoscenza di Dio nasce da un cammino di purificazione interiore, che ha inizio con la conversione del cuore, grazie alla forza della fede e dell’amore; passa attraverso un profondo pentimento e dolore sincero per i propri peccati, per giungere all’unione con Cristo, fonte di gioia e di pace, invasi dalla luce della sua presenza in noi. Per Simeone tale esperienza della grazia divina non costituisce un dono eccezionale per alcuni mistici, ma è il frutto del Battesimo nell’esistenza di ogni fedele seriamente impegnato. In fondo, è ciò che Simeone descrive quando narra la propria esperienza mistica. Già da giovane, prima di entrare in monastero, mentre una notte in casa prolungava le sue preghiere, invocando l’aiuto di Dio per lottare contro le tentazioni, aveva visto la stanza piena di luce. Quando poi entrò in monastero, gli furono offerti libri spirituali per istruirsi, ma la loro lettura non gli procurava la pace che cercava. Si sentiva - egli racconta - come un povero uccellino senza le ali. Accettò con umiltà questa situazione, senza ribellarsi, e allora cominciarono a moltiplicarsi di nuovo le visioni di luce. Volendo assicurarsi della loro autenticità, Simeone chiese direttamente a Cristo: "Signore, sei davvero tu stesso qui?". Sentì risuonare nel cuore la risposta affermativa e ne fu sommamente consolato. "Fu quella, Signore - scriverà in seguito - la prima volta che giudicasti me, figlio prodigo, degno di ascoltare la tua voce". Tuttavia, neanche questa rivelazione lo lasciò totalmente quieto. Si interrogava piuttosto se pure Nel cammino di vita ascetica da lui proposto e percorso, la forte attenzione e concentrazione del monaco sull’esperienza interiore conferisce al Padre spirituale un’importanza essenziale. Lo stesso giovane Simeone aveva trovato un direttore spirituale, che ebbe ad aiutarlo molto e del quale conservò grandissima stima, tanto da riservargli, dopo la morte, una venerazione anche pubblica. E vorrei dire che rimane valido per tutti – sacerdoti, persone consacrate e laici, e specialmente per i giovani – l’invito a ricorrere ai consigli di un buon padre spirituale, capace di accompagnare ciascuno nella conoscenza profonda di se stesso, e condurlo all’unione con il Signore, affinché la sua esistenza si conformi sempre più al Vangelo. Per andare verso il Signore abbiamo sempre bisogno di una guida, di un dialogo. Non possiamo farlo solamente con le nostre riflessioni. E questo è anche il senso della ecclesialità della nostra fede, di trovare questa guida. Concludendo, possiamo sintetizzare così l’insegnamento e l’esperienza mistica di Simeone il Nuovo Teologo: nella sua incessante ricerca di Dio, pur nelle difficoltà che incontrò e nelle critiche di cui fu oggetto, egli, in fin dei conti, si lasciò guidare dall’amore. Seppe vivere lui stesso e insegnare ai suoi monaci che l’essenziale per ogni discepolo di Gesù è crescere nell’amore e così cresciamo nella conoscenza di Cristo stesso, per poter affermare con san Paolo: "Non vivo più io, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20). [Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:] Rivolgo ora il mio saluto ai giovani ai malati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo fatto memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, che con fede sostò presso la croce di Gesù. Cari giovani, non abbiate paura di restare anche voi come Maria presso la Croce, per trovare il coraggio di superare ogni ostacolo nella vostra esistenza. E voi, cari malati, possiate trovare in Maria conforto e sostegno per apprendere dal Signore Crocifisso il valore salvifico della sofferenza. Voi, cari sposi novelli, rivolgetevi con fiducia nei momenti di difficoltà alla Vergine Addolorata, che vi aiuterà ad affrontarli con la sua materna intercessione. [© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana] 2. Mi unisco a te, ti tolgo la tua miseria e ti dono la Mia Misericordia
Gesù a S. Faustina Kowalska 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –291-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –291- Il giorno prima degli esercizi spirituali cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po' di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così male che forse saranno gli ultimi per me. Però appena cominciai a pregare, provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà. Allora sentii nell'anima una profonda pace. 8. Aderire generosamente alla Volontà divina
Tante anime vorrebbero percorrere il mondo per convertire le anime, eppure sono inchiodate in un letto, e anche a carico di altre; ebbene, loro con un atto solo di rassegnazione alla Mia volontà, fanno di più che se percorressero tutto il mondo per salvare le anime. Però loro non devono perdere le loro energie in inutili desideri di fare. Gesù a Sr. Benigna Consolata Ferrero 7. Interiormente liberi e padroni di se stessi
Se, di fronte a qualunque avvenimento, non ti fermerai all'apparenza esterna e non apprezzerai con occhio carnale tutto ciò che vedi ed ascolti; se, in ogni questione, entrerai subito, come Mosè, sotto la tenda, per avere consiglio dal Signore, udrai talvolta la risposta di Dio, e ne uscirai istruito su molte cose di oggi e del futuro. Era solito Mosè ritornare alla sua tenda, per dubbi e quesiti da risolvere; era solito rifugiarsi nella preghiera, per alleviare i pericoli e le perversità degli uomini. Così anche tu devi rifugiarti nel segreto del tuo cuore, implorando con tanta intensità l'aiuto divino. Che se - come si legge - Giosuè e i figli di Israele furono raggirati dai Gabaoniti, fu proprio perché non chiesero prima il responso del Signore; ma, facendo troppo affidamento su allettanti discorsi, furono traditi da una falsa benevolenza. Gesù nell’Imitazione di Cristo5. L’oceanica Misericordia divina
Figlia Mia, credi forse di aver scritto abbastanza sulla Mia Misericordia? Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano. Gesù a S. Faustina Kowalska 4. La Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria dei primi 5 Sabati del mese
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia: “Gesu’ vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato”.Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il Suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna! Lucia racconta: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia Mia, il Mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”. E’ questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù. Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni: 1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente. Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria. 2. Anime Mie così care!
Pasqua - Nella cattedrale. «Così come sono entrato solennemente nel Limbo dopo le Mie ultime sofferenze (ricordati questo: sulla terra, si arriva sempre a una sofferenza che sarà l'ultima, lo dico per incoraggiarti), così come ho rallegrato e liberato quelle anime, allo stesso modo, solennemente, Io verrò a liberarvi dalla terra e a rallegrarvi, anime Mie così care! Che questo pensiero vi dia una fiducia gioiosa. È breve, la terra... E allora vedrai il Mio Volto!». Gesù a Gabrielle Bossis 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –290- 16 luglio 1936 . Imparo ad essere buona da Gesù, da Colui che è la bontà stessa, affinché possa essere chiamata figlia del Padre Celeste. Oggi prima di mezzogiorno mi è capitato un grande dispiacere. In tale sofferenza ho cercato di unire la mia volontà alla volontà di Dio ed ho adorato Iddio col silenzio. Nel pomeriggio sono andata per cinque minuti all'adorazione; all'improvviso mi sono accorta che la piccola croce che ho sul petto era viva, e Gesù mi ha detto: «Figlia Mia, la sofferenza sarà per te il segno che Io sono con te». Dopo queste parole una grande commozione entrò nella mia anima. O Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, solo con Te riesco a parlare, con nessun altro è per me così facile il colloquio, come con Te, o Dio. Nella vita spirituale mi terrò sempre stretta alla mano del sacerdote. Della vita dell'anima e delle sue necessità parlerò soltanto col confessore. 8. I sette spiriti che stanno innanzi al trono di Dio
S. Margherita M. Alacoque, quando raggiunse uno stadio avanzato nel cammino della santità, ottenne da Dio un nuovo angelo custode che le disse: «Io sono uno dei sette spiriti che stanno più vicini al trono di Dio, e che più partecipano alle fiamme del Sacro Cuore di Gesù Cristo: il mio intento è quello di comunicartele per quanto tu sia capace di riceverle!». 7. Domande su Lourdes e sulla Vergine MariaTrovi la domanda qui. Risposta del sacerdote Caro Damiano, 2. Mi scrivi: “il miracolo più frequente a Lourdes è che la gente ritrova la fede e ben venga se questa arriva per intercessione della Madonna”. Sembri quasi dire: anche se viene dalla Madonna, ben venga lo stesso! Ma non è così, caro Damiano, perché Maria, che ci è stata data come Madre, è colei che suscita la fede. Guarda a Cana: non è forse lei che suscita la fede in Gesù nei servitori delle nozze? Li chiama e dice loro: “Fate quello che vi dirà”. E quelli vanno prontamente e, memori delle parole di Maria, quando Gesù dice di riempire le idrie di acqua, le riempiono fino all’orlo. E come sono stati ricompensati! 3. Caro Damiano, quello che la Madonna ha cominciato a fare a Cana, continua a farlo in tutto il mondo. Lourdes è un luogo in cui si manifesta quasi visibilmente questo miracolo che per mezzo di Maria apre alla vita e alla salvezza eterna. 4. Mi dici che c’è stato un momento in cui anche tu hai dubitato e adesso temi di aver peccato contro lo Spirito Santo. Stai pure tranquillo. Tu non hai inteso impugnare in nessun modo la verità conosciuta. Il tuo era il dubbio di chi viene da lontano e si domanda: sarà poi vero? Potrei dire che è stato un dubbio metodologico. Ma poi hai notato i frutti di grazia e hai concluso: qui c’è il dito di Dio. 5. Potrebbero peccare contro lo Spirito Santo coloro che negano ostinatamente che non si deve dare culto a Maria, quasi col dispiacere che Cristo dalla croce abbia detto: “Figlio ecco tua madre”, “donna ecco tuo figlio”. Ora Gesù dalla croce non ha affidato Maria a Giovanni sotto il profilo materiale, perché ai piedi della croce c’era anche la sorella di sua madre. Sotto questo aspetto la Madonna non sarebbe rimasta sola. Giovanni poi non viene neanche nominato, perché rappresenta ognuno di noi, il discepolo che Gesù ama. 6. Ma quello che mi affascina sempre più è il fatto che nel Vangelo di Luca si leggano queste parole: “Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,41-2). È stato dunque lo Spirito Santo a spingere Elisabetta a lodare Maria. Il medesimo Spirito Santo spinge tutti i credenti a fare la stessa cosa, a dire incessantemente a Maria: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo. A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?”. Quando noi lodiamo Maria, con buona pace dei protestanti e dei testimoni di geova, siano animati dallo Spirito Santo, stiamo nella più vera corrente evangelica. E loro, che si ostinano a non lodare Maria, si ostinano a non essere mossi dallo Spirito Santo. Ti pare poco? Caro Damiano, andiamo avanti così, con Maria dalla nostra parte. È lo Spirito Santo che vuole questo, è Gesù che vuole questo. Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di scrivere questo su Lourdes e su Maria. Ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico. |
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