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    E’ vero che spesso Dio non permette che i malefici abbiano effetto?

     

    Risposta del sacerdote

    Carissimo Teo,
    1. mi porti a parlare di un argomento scottante e circa il quale devo subito dire che alcuni sono portati a vedere il maleficio dappertutto, soprattutto se capita una disgrazia dietro l’altra. Per contro, alcuni dicono che queste cose non esistono. Ti porto allora il pensiero più sicuro in materia.

    2. Per maleficio si intende il nuocere ad altri attraverso l’intervento del demonio. Scrive G. Amorth: “Può essere attuato in tanti modi diversi: legatura, malocchio, maledizione... Ma diciamo subito che il modo più usato è satan6280~Conflitto-spirituale-Postersquello della fattura; e aggiungiamo anche che la fattura è la causa più frequente che noi riscontriamo in coloro che sono colpiti dalla possessione o da altri disturbi malefici” (G. Amorth, Un esorcista racconta, p. 62).
    “Il nome deriva dal fare o confezionare un oggetto, formato col materiale più strano e più vario, che ha un valore quasi simbolico: è un segno sensibile della volontà di nuocere ed è un mezzo offerto a Satana perché vi imprima la sua forza malefica” (Ib., p. 159).
    C. Balducci ne porta la ragione: “Come Dio ha voluto legare la distribuzione della grazia e quindi della nostra salvezza a dei segni sensibili, i sacramenti, così il demonio, scimmiottatore della divinità, fa dipendere da determinati elementi sensibili il suo intervento per la rovina dell’uomo” (C. Balducci, Il diavolo, p. 312).

    3. Scrive ancora G. Amorth: “A seconda dello scopo che si prefigge, il maleficio può acquistare varie denominazioni. Può essere di divisione se è diretto a far sì che due sposi, due fidanzati, due amici si separino (...). Può essere di innamoramento, se è diretto a far sì che due si sposino (...). Altri malefici sono per la malattia, ossia perché la persona designata sia sempre malata; altri sono per la distruzione (i cosiddetti malefici a morte)” (G. Amorth, Op. cit., pp. 164-165).

    4. “Spesso i malefici non raggiungono il loro scopo per vari motivi: perché Dio non lo permette; perché la persona colpita è ben protetta da una vita di preghiera e di unione con Dio; perché molti fattucchieri sono inabili, quando non sono dei semplici imbroglioni; perché il demonio stesso, mentitore fin dal principio (come lo bolla il vangelo), inganna i suoi stessi seguaci” (Ib., p. 163).

    5. G. Amorth poi si pone più o meno la tua stessa domanda: perché Dio permette che uno possa nuocere ad un altro? “Qualcuno si meraviglia come mai Iddio possa permettere queste cose. Dio ci ha creati liberi e non rinnega mai le sue creature, neppure le più perverse; poi alla fine tira le somme e dà a ciascuno quello che ha meritato, perché ognuno sarà giudicato secondo le sue opere. Intanto possiamo usare bene della nostra libertà e ne abbiamo merito; possiamo usarne male e ne abbiamo colpa. Possiamo aiutare gli altri e possiamo danneggiarli con tantissime forme di sopraffazione. Per citare una delle più gravi: posso pagare un killer perché uccida una persona; Dio non è tenuto ad impedirlo. Così posso pagare un mago, uno stregone, perché faccia un maleficio contro una persona; pure in questo caso Dio non è tenuto ad impedirlo anche se, di fatto, molte volte lo impedisce (G. Amorth, Un esorcista racconta, p. 63).

    6. La S. Scrittura, già nell’Antico Testamento, proibisce decisamente le pratiche di magia, in cui vede un rinnegare Dio per darsi al demonio. Si legge: “Non imparerai a commettere le cose abominevoli delle nazioni. Non si troverà presso di te chi... pratichi la divinazione, il sortilegio, l’augurio, la magia, chi pratichi incantesimi, chi consulti gli spettri o l’indovino, chi interroghi i morti (sedute spiritiche). Perché è in abominio a Dio chi compie tali cose (Dt 18,10-12); “Non rivolgetevi agli spettri, ai maghi, rendendovi impuri con essi. Io sono il Signore vostro Dio” (Lv 19,31); “Un uomo o una donna che sia negromante o indovino tra voi sia messo a morte: li lapiderete. Il loro sangue ricada su di loro” (Lv 20,26-27); “Non lascerai vivere la maga” (Es 22,17). S. Paolo cataloga tra le opere della carne, che escludono dal regno di Dio, anche la stregoneria (Gal 5,20-21). S. Giorgio 12

    7. Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna la magia in tutte le sue forme: “Tutte le pratiche di magia e stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù di religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui” (CCC 2117). La conferenza episcopale campana, oltre a dire che si tratta di “peccato grave, anche se talvolta possono intervenire fattori soggettivi che attenuano la responsabilità delle persone” (Conferenza episcopale campana, “Io sono il Signore, vostro Dio”, n. 25).

    8. Non è lecito ricorrere al maleficio neanche per farsi togliere l’eventuale maleficio di cui si pensa di essere afflitti. Si tratta sempre di venire in contatto con pratiche riprovate da Dio e dalla Chiesa e di riconoscere dipendenza - almeno implicitamente - dal diavolo. E questo è contrario al primo comandamento: “Non avrai altro Dio fuori di me”. La conferenza episcopale toscana parla di “colpa gravissima” per la magia e di un “agire gravemente peccaminoso” per il maleficio (Conferenza episcopale toscana, Magia e demonologia, 15.4.1994, nn. 12-13).

    9. Nonostante la reale possibilità del maleficio, Dio ci comanda di non aver alcuna paura. Anzi ci offre un utilissimo avvertimento: Sottomettevi a Dio, resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi(Gc 4,7). Sarebbe un gravissimo errore vivere col timore degli influssi del demonio. Sottomettevi a Dio, resistete al diavolo è la stessa cosa che vivere in grazia, la quale (grazia) è uno scudo, una corazza, una difesa come ricorda il salmo 90. Per essere difesi e immunizzati da ogni cattiveria umana è indispensabile dunque la vita di grazia, di preghiera e di penitenza, e l’uso dei sacramentali. A questo punto sarà il demonio ad aver paura di noi, come ci ha garantito San Giacomo. Scrive G. Amorth: “Abbiamo la grazia di Cristo, che ha sconfitto Satana con la sua croce; abbiamo l’intercessione di Maria SS., nemica di Satana fin dall’inizio dell’umanità; abbiamo l’aiuto degli angeli e dei santi. Soprattutto abbiamo il sigillo della SS. Trinità, che ci è stato impresso nel Battesimo. Se viviamo in comunione con Dio, è il demonio con tutto l’inferno a tremare di fronte a noi. A meno che non siamo noi ad aprirgli la porta (G. Amorth, Un esorcista racconta, p. l29). L’unica cosa che dobbiamo temere pertanto è il peccato perché con esso perdiamo la grazia e apriamo le porte della nostra vita alle incursioni del diavolo e dei suoi collaboratori.

    Ti ringrazio di aver attirato l’attenzione su questo punto, che in fondo interessa un pò tutti e nel quale risplende un aspetto non trascurabile della salvezza portata da Gesù Cristo. Ti affido al Signore e alla Madonna e ti benedico. In questa benedizione, se uno è deciso a vivere in grazia, è racchiusa la potenza salvatrice e liberatrice di Gesù.
    Padre Angelo – Amici Domenicani 

    9. A tu per tu col maligno

     
    Nel libro del padre Gesuita Domenico Mondrone (Prete Esorcista) intitolato: "A tu per tu col maligno" (Ediz. La Roccia - Roma) viene riportata una dichiarazione di Satana durante un esorcismo, la quale ci mette di fronte alla realtà del medesimo e dei suoi servitori.
    Satana gli dice:

    "Non vedi che il suo regno (di Gesù) si sgretola e il mio si allarga di giorno in giorno sulle rovine del suo? Provati a fare un bilancio tra i Suoi seguaci e i miei, tra quelli che credono nelle Sue verità e quelli che seguono le mie dottrine, tra quelli che osservano la Sua legge e quelli che abbracciano le mie. Pensa soltanto al progresso che sto facendo per mezzo dell'ateismo militante, che è il rifiuto totale di Lui. Ancora poco tempo e il mondo cadrà in adorazione dinanzi a me. Sarà completamente mio. Pensa alle devastazioni che sto portando in mezzo a voi servendomi principalmente dei suoi ministri. Ho scatenato nel suo gregge uno spirito di confusione e di rivolta che mai finora mi era riuscito di ottenere. Avete quel vostro (...) vestito di bianco che tutti i giorni chiacchiera, grida, blatera. Ma chi lo ascolta? Io ho tutto il mondo che ascolta i miei messaggi e li applaude e li segue. Ho tutto dalla mia parte. Ho le cattedre con le quali ho dato scacco alla Vostra filosofia. Ho con me la politica che vi disgrega. Ho l'odio di classe che Vi dilacera. Ho gli satanSan Bernardo di Chiaravalleinteressi terreni, l'ideale di un paradiso in terra che vi accanisce gli uni con gli altri. Vi ho messo in corpo una sete di denaro e di piaceri che vi fa impazzire e vi sta seducendo in un'accozzaglia di assassini. Ho scatenato in mezzo a voi una sensualità che sta facendo di voi una sterminata mandria di porci. Ho la droga che presto farà di voi una massa di miserabili larve, di folli e di moribondi. Vi ho portati a praticare l'aborto con cui fate stragi di uomini prima che nascano. Tutto quello che può rovinarvi non lascio intentato, e ottengo ciò che voglio: ingiustizie a tutti i livelli per tenervi in continuo stato di esasperazione; guerre a catena che devastano tutto e vi portano al macello come pecore; e insieme a questo la disperazione di non sapersi liberare dalle sciagure con le quali devo portarvi alla distruzione. Conosco fin dove arriva la stupidità degli uomini, e la sfrutto fino in fondo. Alla redenzione di quello che si è fatto ammazzare per voi bestie ho sostituito quella di governanti massacratori, e voi vi buttate al loro seguito come stupidissime pecore. Con le mie promesse di cose che non avrete mai sono riuscito ad accecarvi, a farvi perdere la testa, fino a portarvi dove voglio. Ricorda che io vi odio infinitamente, come odio Lui che vi ha creati.
    In un secondo momento mi lavorerò uno per uno i parroci rispetto al loro pastore. Oggi il concetto di autorità non funziona più come una volta. Sono riuscito a dargli uno scossone irreparabile. Il mito dell'ubbidienza sta tramontando. Per questa via la Chiesa sarà portata alla polverizzazione. Intanto vado avanti con la decimazione continua di preti, dei frati, delle suore, ad arrivare allo spopolamento totale dei seminari e dei conventi: tolti di mezzo i suoi "operai della Vigna", subentreranno i miei e avranno via libera nel loro lavoro definitivo".

    Quindi rivelò:
    a) quali sono i suoi migliori collaboratori:
    "A me preme incrementare il numero dei preti che passano dalla mia parte. Sono i migliori collaboratori del mio regno. Molti o non dicono più messe o non credono a ciò che fanno all'altare. Molti di essi li ho attirati nei mie templi, al servizio dei miei altari, a celebrare le mie messe. Vedessi che meravigliose liturgie ho saputo imporre loro a sfregio di quelle celebrate nelle vostre chiese. Le mie messe nere."

    b) quali i suoi più grandi nemici:
    "Quelli più legati alla sua amicizia, quelli che Egli riesce a conservare sempre suoi. Quelli che lavorano e si consumano per i suoi interessi. Che zelano la sua gloria. Un malato che per gli amici soffre e si offre per gli altri. Un prete che si conservi fedele, che preghi molto, che non siamo mai riusciti a contaminare, che si serve della messa, di quella tremenda maledettissima messa, per farci un male immenso e strapparci una moltitudine di anime. Questi sono per noi gli esseri più odiosi, quelli che maggiormente pregiudicano gli affari del nostro regno".

    Infine Satana, mostrandogli una folla sterminata di giovani in una piazza di città gli disse:
    "Guarda, guarda che spettacolo meraviglioso!...E' tutta gioventù passata dalla mia parte. E' gioventù mia. Molta l'ho irretita con la lussuria, con la droga, con lo spirito del materialismo ateo. Quasi tutti sono venuti su senza i soliti sciacqui battesimali. Questi giovani sono passati attraverso scuole programmate su un ateismo sindacale. Lì, hanno imparato che non è stato Quello di lassù a creare l'uomo, ma l'uomo ha creato stupidamente Lui. Ora sono agguerriti a una lotta attiva contro di ui, che resiste a scomparire. Ma scomparirà. E' fatale! Questi miei giovani hanno imparato a disfarsi di tutte le cosiddette verità eterne. Per essi esiste solo il mondo materiale e sensibile. E' stato un gigantesco lavaggio del cervello, e ci serviremo di questo per tutti coloro che osassero tenersi ancora aggrappati alle vecchie credenze. Egli deve scomparire in modo assoluto dalla faccia della terra. Presto verrà il giorno che neppure il suo nome verrà più ricordato. Le poche cose di resistenza che non riusciremo ad eliminare con la nostra filosofia, le annienteremo col terrore. Ci sono per i resti decine e decine di lager dove li manderemo a marcire. Così per tutti i paesi della terra. Uno dopo l'altro devono cadere ai miei piedi, abbracciare il mio culto, riconoscere che l'unico signore sono io..."

    7. Vani timori verso il demonio

    S. Giorgio 9 

     

     

     

    Non capisco le paure di chi grida: "demonio, demonio!" men­tre potrebbe gridare "Dio, Dio!" e riempire l'inferno di spavento. Non sappiamo forse che i demoni non possono neppure muover­si senza il consenso di Dio? Che cosa sono dunque questi vani timori?

    S. Teresa d'Avila, Vita, cap. 25

    13. La disperazione, il timore, e la sfiducia nella Misericordia di Dio vengono dal demonio

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    Il demonio gridava rabbiosamente per un'anima che gli sfuggiva: "Istigatela al timore! Fatela disperare! Ah! se essa si affida alla misericordia di quel ... (e be­stemmiava Nostro Signore), sono perduto! Ma no! riempitela di timore ... non lasciatela un istante e soprattutto fatela disperare!".

    Dagli scritti della Ven. Josefa Menendez
    Foto
    Ansa

    5. S. Filippo Neri e la confessione

    S. Bernardo di Chiaravalle 7

     

     

     

     

    S. Filippo Neri stava preparando uno stuolo di bambini a confessarsi bene. D'un tratto scorge sotto i banchi uno scimmiotto colle corna, il quale si spostava continuamente, andando ora da una parte, ora dall'altra.

    - Che fai tu qui, brigante d'un diavolo peloso?
    - Sono venuto a fare restituzione.
    - Quale restituzione?
    - Vengo a restituire a questi ragazzi la vergogna. Quella vergogna e quel pudore che avevo portato via da loro quando li spingevo a fare i peccati, parole oscene, atti brutti e disonesti. Ora restituisco loro la vergogna, affinchè non abbiano a confessarsi bene, ma abbiano a tacere i peccati gravi e vergognosi, facendo così tanti sacrilegi.

    Allora S. Filippo, con un segno di croce, fece fuggire il maligno.

    3. Anime temute dal demonio

    S. Olga di Kiev 3 

     

     

     


    Il demonio teme come Dio, l’anima che è unita al Signore.

    S. Giovanni della Croce

    4. satana spinge le anime a dubitare della bontà dolcissima del Nostro Signore

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    Sentii satana che gridava rabbiosamente per un'anima che gli stava sfuggendo: “Istigatela al timore! Spingetela alla disperazione, perché se si affida alla misericordia di quel... (e bestemmiava Nostro Si­gnore) siamo perduti. Riempitela di timore, non lasciatela un solo istante e soprattutto fatela disperare."

    Ven. Josefa Menendez

    Anche il demonio può suscitare visioni

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    Anche il demonio può causare nell’anima visioni usando qualche luce naturale in cui, per suggestione spirituale, lo spirito conosce cose o presenti o assenti.

    S. Giovanni della Croce

    Genesi 6 e la caduta degli angeli ribelli

     S. Romualdo

    Caro Padre Angelo,
    vorrei chiedere il suo parere sulla caduta degli angeli ribelli. Alcuni padri della chiesa del II e III secolo propendono addirittura per un peccato sessuale degli angeli basandosi su gen.6,1-4: "quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero".
    Questi padri e altri sostengono che per figli di Dio si intendono figure angeliche e che nacquero da queste unioni i nefilim che sarebbero stati dei titani.
    Vorrei sapere la sua opinione su questo e le vorrei chiedere se nel caso del diavolo (mi passi il termine) si può parlare di malattia mentale: come ha potuto lui il più bello degli angeli, il più luminoso e di un’intelligenza di tipo angelico molto superiore alla nostra pensare di poter prendere il posto di Dio e di farsi uguale a lui. Quale pazzo poi inizierebbe una guerra che non ha possibilità di vittoria? Possibile che la sua superbia lo abbia ridotto a tal punto? È possibile che gli altri che gli sono andati dietro non si siano resi conto della sua totale follia?


    Risposta del sacerdote

    Caro Luca,
    1. sebbene alcuni scrittori ecclesiastici abbiano pensato che quei figli di Dio siano angeli, in realtà invece si tratta di uomini. Del resto come potrebbero gli angeli, che sono puri spiriti, contrarre matrimonio? Questi “figli di Dio” sono i discendenti di Seth, i quali vengono così chiamati perché tra essi si era conservata viva la pietà e la religione (cfr. Es 4,22; Dt 14,1; Sal 72,15ss). Questa è la spiegazione di S. Giovanni Crisostomo, di S. Agostino, di S. Girolamo, di S. Cirillo d’Alessandria... Inoltre furono puniti col diluvio non gli angeli, ma gli uomini.
    Le figlie degli uomini invece sarebbero discendenti di Caino, che si occupavano solo delle cose presenti. In tal modo i figli di Seth si lasciarono pervertirono dalle loro mogli e caddero nei più gravi disordini.

    2. Il peccato di Lucifero è misterioso. È difficile darne una spiegazione. La caduta degli altri angeli, che gli sono andati dietro, evidentemente è narrata con linguaggio antropomorfico. Quello che è vero è che una parte degli Angeli si è ribellata. I Santi Padri motivavano questa ribellione dicendo che gli angeli ribelli, vedendo che Dio si sarebbe fatto uomo e come uomo sarebbe diventato loro Re, il Re degli angeli, che sono puri spiriti, avrebbero detto: “non servirò (Ger 2,20).

    3. Il termine nefilim indica sia i giganti (o titani, come mi chiami tu) sia uomini violenti. Le due derivazioni combaciano perché questi violenti sono chiamati giganti per la loro prepotenza. Il testo sacro indica che questi violenti, che già esistevano (cf. v. 4), crebbero di numero in conseguenza di quelle unioni peccaminose.

    Ti ringrazio di cuore per le preghiere che mi prometti e che volentieri contraccambio. Ti saluto e ti benedico.
    Padre Angelo – Amici Domenicani

    Tentazioni e desideri di estasi e rivelazioni

    S. Davide 43 

     

    Il demonio è molto soddisfatto quando un’anima desidera ricevere rivelazioni o sente inclinazioni per esse, perchè in tal caso gli si offrono molte occasioni e possibilità di insinuare errori e di distruggere in lei la fede.

    S. Giovanni della Croce

    Il demonio fa di tutto per distoglierci dalla preghiera

    S. Ignazio da Laconi 

     

     

     

    Ah!, fratelli miei, non meravigliamoci del fatto che il demonio fa tutto ciò che può per farci tralasciare le nostre preghiere, e farcele dire male; è che capisce molto meglio di noi quanto la preghiera è temibile nell'inferno, perchè è impossibile che il buon Dio possa rifiutarci ciò che gli chiediamo per mezzo della preghiera...!

    S. Giovanni M. Vianney (Curato d’Ars)

    Tentazione del padre della menzogna

    S. Abacuc e Zaccaria 

     

     

    satana, fin da principio, è specialista in menzogna. Questa, per essere creduta, dev’essere verosimile, dicendo una parte della realtà e celando l’altra: è una mezza verità, detta con un secondo fine.

    P. Silvano Fausti S. J.

    S. Caterina da Siena, le tentazioni e il conforto per le anime

    S. Caterina da Siena


    Si legge nella Vita di Caterina da Siena, che il demonio l'assalì un giorno con le più vergognose tentazioni carnali. Apparendole in forme di bellissimo giovane, l'eccitava ad impuri piaceri, rivelandoglieli nelle più seducenti maniere. Attraverso i sensi e l'immaginazione, il tentatore si era così aperta la via per introdursi nell'animo della fanciulla e sembrava che ne avesse preso possesso. Però, la volontà di lei, rinforzata dalla grazia, non aveva mai cessato di resistere all'assalto del Maligno; ma, tuttavia, questo fu così violento e prolungato, che quando le apparve di poi il suo diletto Gesù, la Santa gli chiese:

    “Mio Signore, dov'eri Tu mentre il mio cuore era così pieno di tenebre e di brutture?”
    “Proprio dentro al tuo cuore, figliuola mia.”
    “Come dentro al mio cuore? - esclamò ancora più mera­vigliata e stupita- fai Tu dimora in luoghi sozzi e nauseanti?”
    “Dimmi, riprese Gesù, quei brutti pensieri ti producevano gioia o tristezza, diletto o pena?”
    “La più profonda tristezza e pena”, soggiunse la vergine.
    “E chi fu, figlia mia, che produsse nel tuo cuore tanta tristezza e pena, se non Io che vi stavo nascosto? Credimi, se Io non fossi stato lì, quei pensieri che assediavano la tua mente, suscitando desideri nella tua volontà, di certo l'avrebbero soprafatta. Ma, poiché da parte tua facesti il possibile per respingerli, Io ho fatto il resto, e così la lotta servì a sempre più rafforzare la tua virtù e ad accrescere il tuo merito.

    Da questo breve e consolante colloquio, si vede chiaramente come, per quanto grande sia la potenza del demonio, la nostra volontà può sempre superarla quando è unita alla grazia di Dio, la quale non ci manca mai, se volontariamente non la rifiutiamo.

    Suggerimento tipico del demonio

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    Tenete a memoria che la solita parola che usa il demonio quando vuole spingerci al male è: Oh! è niente!

    S. Giovanni Bosco

    demonio vigliacco!

    S. Michele 4

     

     

     

     

     

    Il nemico nostro, che congiura ai nostri danni, si fa forte con i deboli, ma con chi l'affronta con l'arma in pugno diventa un vigliacco!

    S. Pio da Pietrelcina

    Punti deboli

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    Il demonio cerca il lato più debole di ognuna.

    Beata Maria di Gesù Crocifisso

    Non turbarsi nelle tentazioni

    148- Shawn Zents  

     

     

     

    Il miglior sistema per affrontare la tentazione è quello d'ignorarla, continuando tranquillamente il lavoro a cui stai attendendo. Il diavolo desidererebbe farti cadere in peccato, ma se non ci riesce, si accontenterà di meno; si darà pago qualora avrà almeno potuto farti interrompere la tua occupazione o la tua preghiera, oppure renderti inquieta. Se tu reagissi contro la tentazione con atti virtuosi interrompendo il tuo lavoro, questo non ti farebbe avanzare: non fare al demonio il complimenti di ascoltarlo. I sentimenti ed i pensieri con i quali ti suggestiona non possono recarti alcun danno; neppure se tutti gli spiriti maligni si raccogliessero insieme per attaccarti, potrebbero forzare il consenso della tua volontà. Attendi dunque serenamente alle opere di Dio.

    P. D. Considine

    Iter dell’agire del demonio

    S. Michele (3) 

     

     

    Il modo di agire di satana è descritto in Gen. 3: fa notare all’uomo il suo limite, gli toglie la fiducia in Dio suggerendogli che è Suo antagonista, e facendogli sembrare bene il male e male il bene.

    P. Silvano Fausti S. J.

    Non rispondiamo al diavolo, è più astuto di noi. Lasciamo che gli risponda Gesù!

     tentazioni

     

     

     

    Il diavolo è troppo astuto: è il padre della menzogna. Lo ha detto Gesù, non Madre Teresa. Il diavolo vi può imbrogliare con le più belle intenzioni. Andò anche da Gesù, ma Gesù trovò la risposta giusta.

    Beata Madre Teresa di Calcutta

    opere di satana

     

     

    Durante un esorcismo, il diavolo, per bocca dell'indemonia­to, ha detto queste parole: io ho distrutto la fede, il Papa stesso l'ha detto parlando della crisi della fede. Ho di­strutto la morale. I miei demoni impuri trionfano dappertutto. Ho distrutto la religione, le Chiese si svuotano e le bestemmie sosti­tuiscono le preghiere. Ho distrutto la famiglia, la prostituzione è generale, e gli innocenti vengono massacrati con l'aborto". 

    "La Catechesi di Satana" di P. Pellegrino Ernetti