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Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –294-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –294- Colpe involontarie che non spiacciono a Gesù
Figlia Mia, scrivi che le colpe involontarie delle anime non impediscono il Mio amore verso di esse, né Mi sono d'ostacolo nell'unirMi ad esse, invece le colpe anche le più piccole, ma volontarie, ostacolano le Mie grazie e non posso colmare tali anime dei Miei doni. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –293-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –293- 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –292- Quando una misteriosa forza interiore mi sollecitò nuovamente, affinché non rinviassi oltre questa causa, non trovando pace, ne parlai al confessore Padre Bukowski, dicendogli che ormai non potevo attendere più a lungo. Il Padre mi rispose: «Sorella, questa è un'illusione, Gesù non può esigere questo, lei ha i voti perpetui, è tutta un'illusione. Lei, sorella, sta inventando qualche eresia». E gridava contro di me quasi con tutta la voce che aveva. Chiesi se era tutto illusione. Mi rispose: «Tutto». «E allora come debbo comportarmi d'ora innanzi? La prego di dirmelo». «Ecco qua, lei, sorella, non deve seguire nessuna ispirazione, deve Non so da dove il Padre abbia preso tanta severità. Quando m'allontanai dal confessionale, tutto un groviglio di pensieri oppresse la mia anima. A che scopo essere sincera? In fin dei conti, quello che ho detto non sono peccati e perciò non ero obbligata a parlarne al confessore. E ancora, com'è bello che non devo più badare al mio intimo, purché vadano bene le cose all'esterno. Ora non ho più bisogno di badare a niente. In realtà fin da ora non dovrò più seguire certe voci interiori, che talvolta mi costano tante umiliazioni. Ma di nuovo un misterioso dolore compresse la mia anima: allora non potrò più trattare familiarmente con Colui al quale anelo così ardentemente? Colui che è tutta la forza della mia anima? Cominciai a gridare: «Da chi andrò, o Gesù?». Ma dal momento della proibizione del confessore, delle fitte tenebre son cadute sulla mia anima. Ho paura di sentire qualche voce interiore, per non infrangere la proibizione del confessore, d'altra parte agonizzo di nostalgia per Iddio. Il mio intimo è dilaniato, non avendo la mia volontà, ma sono affidata totalmente a Dio. Questo avveniva il Mercoledì Santo, la sofferenza aumentò maggiormente il Giovedì Santo. Quando giunsi alla meditazione, entrai in una specie di agonia, non sentivo la presenza di Dio, ma tutta la giustizia di Dio gravava sopra di me. Mi vidi quasi annientata per i peccati del mondo. satana cominciò a scherzarmi: «Ecco qua, d'ora in poi non ti interesserai più di anime. Vedi che ricompensa ne hai. Nessuno ti crederà che questo lo vuole Gesù. Guarda come soffri adesso e quello che soffrirai ancora. Dopo tutto, il confessore ti ha liberato fin d'ora da tutto questo». Adesso posso vivere come mi pare, purché vada bene all'esterno. Questi pensieri terribili mi tormentarono per un'ora intera. Quando s'avvicinò il momento della santa Messa un dolore mi strinse il cuore: io dovrei uscire dalla Congregazione? E dato che il Padre mi ha parlato di eresia, dovrei staccarmi dalla Chiesa? Con voce interiore e dolorosa gridai al Signore: «Gesù, salvami!». Ma nemmeno un raggio di luce entrò nella mia anima e sentii che le forze mi abbandonavano, come se avvenisse la separazione del corpo dall'anima. Mi sottomisi alla volontà di Dio e ripetei: avvenga di me, o Dio, quello che hai stabilito, ormai in me non c'è più nulla di mio. All'improvviso s'impossessò di me la presenza di Dio e mi penetrò da una parte all'altra fino al midollo delle ossa. 2. Mi unisco a te, ti tolgo la tua miseria e ti dono la Mia Misericordia
Gesù a S. Faustina Kowalska 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –291-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –291- Il giorno prima degli esercizi spirituali cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po' di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così male che forse saranno gli ultimi per me. Però appena cominciai a pregare, provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà. Allora sentii nell'anima una profonda pace. 5. L’oceanica Misericordia divina
Figlia Mia, credi forse di aver scritto abbastanza sulla Mia Misericordia? Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano. Gesù a S. Faustina Kowalska 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –290- 16 luglio 1936 . Imparo ad essere buona da Gesù, da Colui che è la bontà stessa, affinché possa essere chiamata figlia del Padre Celeste. Oggi prima di mezzogiorno mi è capitato un grande dispiacere. In tale sofferenza ho cercato di unire la mia volontà alla volontà di Dio ed ho adorato Iddio col silenzio. Nel pomeriggio sono andata per cinque minuti all'adorazione; all'improvviso mi sono accorta che la piccola croce che ho sul petto era viva, e Gesù mi ha detto: «Figlia Mia, la sofferenza sarà per te il segno che Io sono con te». Dopo queste parole una grande commozione entrò nella mia anima. O Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, solo con Te riesco a parlare, con nessun altro è per me così facile il colloquio, come con Te, o Dio. Nella vita spirituale mi terrò sempre stretta alla mano del sacerdote. Della vita dell'anima e delle sue necessità parlerò soltanto col confessore. 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –289- Il Padre che predicava gli esercizi veniva dall'America. Era venuto in Polonia per poco tempo e le circostanze fecero sì che venisse da noi a predicare gli esercizi. Da quell'uomo emanava la sensazione di una profonda vita interiore. Il suo aspetto rivelava grandezza d'animo; la mortificazione ed il raccoglimento erano le caratteristiche di quel sacerdote. Tuttavia, nonostante le grandi virtù che quel sacerdote possedeva, provavo un'enorme difficoltà a svelargli la mia anima per quel che riguarda le grazie, poiché per quanto riguarda i peccati è sempre facile; ma per le grazie debbo veramente impormi un grande sforzo ed anche così non dico tutto. Durante la meditazione fui stranamente presa dalla paura che quel sacerdote non mi avrebbe capita e poi che non avrebbe avuto tempo, in modo che io gli potessi esporre tutto. «Ma come gli parlerò di tutto questo? Se si trattasse di Padre Bukowski mi sarebbe più facile, ma questo padre gesuita lo vedo per la prima volta». Allora mi venne in mente un consiglio di Padre Bukowski, il quale mi aveva detto che, quando facevo gli esercizi spirituali, dovevo prendere nota anche brevemente dei lumi che il Signore mi inviava e che almeno di quello dovevo rendergli conto, pur brevemente. «O mio Dio, un giorno e mezzo è passato così facilmente per me; ora invece comincia la lotta per la vita e per la morte. Fra mezz'ora ci deve essere la meditazione e poi devo andare a confessarmi. Satana mi spinge a credere che, se i Superiori hanno detto che la mia vita interiore è un'illusione, a che scopo chiedere ancora al confessore e affliggerlo per niente?». «Dopo tutto te l'ha detto M. X. che Gesù non ha rapporti di quel genere con anime così misere. La stessa cosa ti dirà il confessore. A che scopo devi parlare di queste cose? In fin dei conti non sono peccati e Madre X. d'altronde ti ha detto chiaro e tondo che tutti questi contatti con Gesù sono un sogno, un puro isterismo. Perché devi parlarne con questo confessore? Fai meglio se respingi tutto come un'illusione. Guarda quante umiliazioni hai già dovuto subire e quante ne dovrai subire ancora e anche le Suore lo sanno che sei un'isterica». «O Gesù!» gridai con tutta la forza dell'anima. Proprio in quel momento il Padre venne per tenere la sua conferenza. Parlò brevemente, come se avesse fretta. Terminata la conferenza, si mise in confessionale. Guardai. Nessuna suora si alzò per andare. Mi staccai decisamente dall'inginocchiatoio e in un attimo mi trovai davanti alla grata. Non ci fu tempo per nessuna riflessione. Invece di parlare al Padre dei dubbi che mi erano stati insinuati in merito ai rapporti con Gesù, cominciai a raccontare tutte le tentazioni che sono descritte sopra. Ma il confessore si rese subito conto di tutta la mia situazione e disse: «Lei non si fida di Gesù, perché con lei si comporta con tanta amabilità. Ma come sarebbe, sorella? Lei deve essere pienamente tranquilla. È Gesù il suo Maestro, sorella, ed i rapporti di familiarità che ha con Gesù non sono un isterismo, né un sogno, né un'illusione. Sappia, sorella, che è sulla buona strada. Sia fedele a queste grazie: non le è permesso sfuggirle. Non è necessario che lei parli di queste grazie interiori con le Superiore, se non per un ordine preciso di Gesù, e prenda prima accordi col confessore. Ma se Gesù richiede qualche cosa che è o deve avvenire all'esterno, in tal caso, dopo aver preso accordi col confessore, lei deve fare quello che Gesù chiede, dovesse costarle qualunque prezzo. Ma d'altra parte lei, sorella, deve parlare di tutto col confessore. Non c'è assolutamente un'altra via per lei. Preghi, sorella, per ottenere un direttore spirituale, poiché diversamente sprecherebbe questi grandi doni di Dio. Le ripeto ancora una volta di stare tranquilla; lei è sulla buona strada. Non badare a niente, ma essere sempre fedele al Signore Gesù, nonostante ciò che può dire di lei questo o quello. Proprio con tali anime misere il Signore Gesù intrattiene rapporti di familiarità e più lei si umilierà e più il Signore Gesù si unirà a lei». Quando mi allontanai dalla grata, una gioia inconcepibile aveva inondato la mia anima, tanto che mi isolai in un posto appartato dell'orto, per nascondermi di fronte alle suore e permettere al mio cuore di sfogarsi liberamente con Dio. La presenza di Dio mi investì da parte a parte e in un attimo tutto il mio nulla s'immerse in Dio e in quell'attimo sentii, cioè distinsi le tre Persone Divine che abitavano in me, ed avevo nell'anima una pace così grande, che io stessa mi stupii per il fatto che m'era stato possibile essere inquieta nel passato. Proposito. Fedeltà alle ispirazioni interiori, qualunque cosa possa costarmi. Non far nulla da sola senza un accordo preventivo col confessore. 5. Coroncina della Divina Misericordia
Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita Misericordia. Gesù a S. Faustina Kowalska 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –288-
Verso sera, durante la benedizione, la mia anima per un momento fu in contatto diretto con Dio Padre, sentii che ero fra le Sue braccia come una bimba e udii nel mio intimo queste parole: «Non temere nulla, figlia Mia, tutti gli avversari andranno in frantumi ai Miei piedi». Dopo queste parole entrarono nella mia anima una profondissima quiete ed uno stupendo silenzio interiore. Quando mi lamentai col Signore, perché mi toglieva quell'aiuto, sarei rimasta di nuovo sola e non avrei saputo come andare avanti, udii queste parole: «Non temere, Io sono sempre con Te». Dopo tali parole di nuovo una pace profonda entrò nella mia anima. La Sua presenza mi penetrò da una parte all'altra in modo sensibile. Il mio spirito fu inondato di luce ed anche il corpo vi partecipò. 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –287-
Una volta mi venne chiesto di pregare per una certa anima. Decisi di fare subito una novena alla Misericordia del Signore ed alla novena aggiunsi una mortificazione, che consisteva nel tenere in entrambe le gambe una catenella di ferro per la durata della santa Messa. Erano tre giorni che facevo quella penitenza, quando andai a confessarmi e dissi al padre spirituale che avevo intrapreso quella mortificazione col suo permesso presunto. Pensavo infatti che il Padre spirituale non avrebbe avuto nulla contro di ciò. Invece la risposta che ascoltai fu il contrario, cioè che non dovevo far nulla di mia iniziativa, senza il permesso. O mio Gesù, ecco ho agito di nuovo a mio arbitrio, ma non perdo il coraggio a causa delle mie mancanze; so bene che sono miseria. A motivo della salute non ottenni il permesso, ed il Padre spirituale si meravigliò che avessi potuto sottopormi a maggiori mortificazioni senza il suo permesso. Chiesi perdono per il mio comportamento arbitrario, o meglio per aver agito con un permesso presunto, e chiesi che mi venisse cambiata quella penitenza in un'altra. Il Padre spirituale me la cambiò in una mortificazione interiore, invitandomi a riflettere, durante la santa Messa, al motivo per cui Gesù volle essere battezzato. Quella meditazione non fu una mortificazione per me, dato che pensare a Dio è una delizia, e non una mortificazione; ma in quello c'era la mortificazione della volontà, dato che facevo non quello che piaceva a me, ma quello che mi era stato indicato ed appunto in questo consiste la mortificazione interiore. Dopo che mi fui allontanata dal confessionale e cominciai a fare la penitenza, udii queste parole: «Ho concesso la grazia all'anima per la quale Mi hai pregato, ma non per la tua mortificazione, quella che ti eri scelta da sola, bensì solo per l'atto di obbedienza totale verso il Mio Sostituto ho fatto grazia all'anima, per la quale hai interceduto presso di Me e per la quale hai mendicato la Misericordia. Sappi che quando annienti in te la tua propria volontà, allora la Mia regna in Te». 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –286-
Ormai più nulla mi trattiene da ciò, né la persecuzione, né le sofferenze, né gli scherni, né le minacce, né le suppliche, né la fame, né il freddo, né le lusinghe, né le amicizie, né le contrarietà, né gli amici, né i nemici, né le cose che sto vivendo ora, né quelle che verranno, né l'odio dell'inferno. Nulla mi può impedire di compiere la volontà di Dio. Non faccio affidamento sulle mie forze, ma sulla Sua onnipotenza, poiché se mi ha fatto la grazia di conoscere la Sua santa volontà, mi concederà anche la grazia di poterla compiere. Non posso tralasciare di dire quanto si opponga a questa mia aspirazione la mia propria bassa natura, che avanza le sue pretese e provoca talvolta una lotta così accanita nella mia anima che, come Gesù nell'Orto degli Ulivi, così anch'io grido all'Eterno Padre: «Se è possibile, passi da me questo calice; tuttavia non quello che io voglio, ma quello che vuoi Tu, Signore. Sia fatta la Tua volontà». Non è tutto segreto per me quello che dovrò passare, ma, con piena consapevolezza, accetto tutto quello che mi manderai, o Signore. Ho fiducia in Te, o Dio misericordioso e desidero mostrare io per prima, quella fiducia che esigi dalle anime. O Verità eterna, aiutami ed illuminami lungo le strade della vita e fa' che si adempia in me la Tua volontà. Non desidero nulla, solo fare la Tua volontà, o mio Dio; non importa se mi sarà facile o mi sarà difficile. Sento che una forza misteriosa mi spinge ad agire; una sola cosa mi trattiene, la santa obbedienza. 2. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso!
Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia Misericordia. Gesù a S. Faustina Kowalska 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –285-Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –285- Quando la Madre mi mostrò l'opuscolo in cui ci sono la coroncina, le litanie e la novena, la pregai di lasclarmelo per poterlo vedere bene. Mentre lo sfogliavo, Gesù mi fece conoscere interiormente: «Già molte anime sono state attirate al Mio amore da questa immagine. La Mia Misericordia agisce nelle anime tramite quest'opera». Seppi così che molte anime avevano sperimentato la grazia di Dio. Sono venuta a sapere che alla Madre Superiora capiterà una croce abbastanza pesante, insieme a sofferenze fisiche, ma non durerà a lungo. [..] Ho visto la gloria di Dio che si propaga da questa immagine. Molte anime ricevono grazie, benché non ne parlino ad alta voce. Sebbene le sue vicissitudini siano di vario genere, Iddio ottiene gloria per suo mezzo e gli sforzi di satana e degli uomini malvagi s'infrangeranno e verranno annientati. Nonostante la rabbia di satana, la divina Misericordia trionferà sul mondo intero ed avrà il culto di tutte le anime. Sono venuta a sapere che, affinché Dio possa operare in un'anima, essa deve rinunciare ad agire di propria iniziativa; in caso contrario Dio non realizzerà in essa la Sua volontà. 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –284-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –284- 29.IX.37. Oggi ho compreso molti misteri di Dio. Sono venuta a sapere che la santa Comunione dura in me fino alla seguente santa Comunione. La presenza di Dio viva e sensibile dura nella mia anima. Questa consapevolezza m'immerge in un profondo raccoglimento, senza alcuno sforzo da parte mia... Il mio cuore è un tabernacolo vivente nel quale si conserva l'Ostia viva. Non ho mai cercato Iddio in una imprecisata lontananza, ma nel mio intimo; nella profondità del mio proprio essere tratto familiarmente col mio Dio. Mio Dio, nonostante tutte le grazie anelo continuamente alla perenne unione col mio Dio, e più Lo conosco, più ardentemente Lo desidero.
1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –283-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –283- 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –282-Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –282- Oggi quando è passato a visitarmi il medico, non ha avuto una buona impressione. In realtà soffrivo di più e la temperatura era aumentata parecchio. Naturalmente decise che non andassi a comunicarmi, finché la temperatura non si fosse regolarizzata del tutto. Risposi che andava bene, benché il dolore mi stringesse il cuore, ma aggiunsi che ci sarei andata non appena fosse passata la febbre. Egli acconsentì. Partito il medico, dissi al Signore: «Gesù, ora dipende da Te se potrò comunicarmi o dovrò farne a meno». E non ci pensai più. Tuttavia ero continuamente assillata dal pensiero: dovrò essere privata di Gesù? No, non è possibile! E ciò non per una volta sola, ma per alcuni giorni, finché non passa la febbre. Ma quella sera dissi al Signore: «Gesù, se le mie comunioni ti sono gradite, umilmente Ti prego, fa' che io domattina non abbia neanche una linea di febbre». La mattina misuro la temperatura e pensavo tra me che, anche con una sola linea di febbre, sarei rimasta a letto per non fare cosa contraria all'obbedienza. Tolgo il termometro: non segna nemmeno una linea di febbre. M'alzai immediatamente e andai a ricevere la S. Comunione. Quando venne il medico e gli dissi che non avevo avuto nemmeno una linea di febbre ed ero andata alla S. Comunione, rimase stupito e io lo pregai che non mi ostacolasse nell'andare a ricevere la S. Comunione, poiché ciò avrebbe influito negativamente sulla cura. Il medico rispose: «Per essere tranquillo in coscienza e nello stesso tempo per non contrariare lei, sorella, ci accordiamo così: quando è bel tempo, non piove e lei si sente bene, vada pure, ma in coscienza stia ben attenta a quello che le ho detto». Mi rallegrai, constatando che il medico era così disponibile verso di me. «Vedi, Gesù, la parte che spettava a me, io l'ho già fatta. Ora conto su di Te e sono pienamente tranquilla». 1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –281-
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –281- Oggi sono molto debole, non posso nemmeno fare la meditazione in cappella, ma debbo andare a coricarmi. O mio Gesù, Ti amo e desidero adorarTi con la mia debolezza, sottomettendomi totalmente alla Tua santa volontà. |
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