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    4. La Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria dei primi 5 Sabati del mese

     

    La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia: “Gesu’ vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato”.

    Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il Suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna! Lucia racconta: Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una Maria  (125)nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.

    E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia Mia, il Mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:

    A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

    E’ questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù. Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:

    1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
    2 – Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
    3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
    4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
    5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la quarta parte (5 misteri), con la stessa intenzione della confessione.
    6 – Meditazione: per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando i misteri del Rosario.

    Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.
    1– Le bestemmie contro la Sua Immacolata Concezione.
    2– Contro la Sua Verginità.
    3– Contro la Sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
    4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
    5 – L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle Sue immagini sacre.”

    7. Domande su Lourdes e sulla Vergine Maria

     

    Trovi la domanda qui.


    Risposta del sacerdote

    Caro Damiano,
    1. hai notato che il miracolo più frequente che avviene a Lourdes è quello della fede. Ed è vero. Sotto quest’aspetto Lourdes è un miracolo continuo. A Lourdes tutti pregano, tutti girano con la corona in mano, tutti partecipano alle sacre
    RosarioConsacrazione Immacolatafunzioni. Nessuno teme di manifestare la propria fede. Anche quelli che hanno una fede tiepida vengono contagiati dalla santità del luogo e dalla preghiera dei fratelli. A Lourdes tutti avvertono quanto sia bello aver fede e volgere lo sguardo verso il cielo. A Lourdes tutti sentono quanto sia confortante avere una speranza in Dio e in Colei che Cristo dalla croce ci ha affidato come madre. A Lourdes tutti sono contenti di amare e di servire gli ultimi, in particolare gli ammalati, e sentirsi ricompensati dal Signore. Andare a Lourdes e sentirsi ravvivati nella fede è dunque la stessa cosa.

    2. Mi scrivi: “il miracolo più frequente a Lourdes è che la gente ritrova la fede e ben venga se questa arriva per intercessione della Madonna”. Sembri quasi dire: anche se viene dalla Madonna, ben venga lo stesso! Ma non è così, caro Damiano, perché Maria, che ci è stata data come Madre, è colei che suscita la fede. Guarda a Cana: non è forse lei che suscita la fede in Gesù nei servitori delle nozze? Li chiama e dice loro: “Fate quello che vi dirà”. E quelli vanno prontamente e, memori delle parole di Maria, quando Gesù dice di riempire le idrie di acqua, le riempiono fino all’orlo. E come sono stati ricompensati!

    3. Caro Damiano, quello che la Madonna ha cominciato a fare a Cana, continua a farlo in tutto il mondo. Lourdes è un luogo in cui si manifesta quasi visibilmente questo miracolo che per mezzo di Maria apre alla vita e alla salvezza eterna.

    4. Mi dici che c’è stato un momento in cui anche tu hai dubitato e adesso temi di aver peccato contro lo Spirito Santo. Stai pure tranquillo. Tu non hai inteso impugnare in nessun modo la verità conosciuta. Il tuo era il dubbio di chi viene da lontano e si domanda: sarà poi vero? Potrei dire che è stato un dubbio metodologico. Ma poi hai notato i frutti di grazia e hai concluso: qui c’è il dito di Dio.

    5. Potrebbero peccare contro lo Spirito Santo coloro che negano ostinatamente che non si deve dare culto a Maria, quasi col dispiacere che Cristo dalla croce abbia detto: “Figlio ecco tua madre”, “donna ecco tuo figlio”. Ora Gesù dalla croce non ha affidato Maria a Giovanni sotto il profilo materiale, perché ai piedi della croce c’era anche la sorella di sua madre. Sotto questo aspetto la Madonna non sarebbe rimasta sola. Giovanni poi non viene neanche nominato, perché rappresenta ognuno di noi, il discepolo che Gesù ama.

    6. Ma quello che mi affascina sempre più è il fatto che nel Vangelo di Luca si leggano queste parole: “Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,41-2). È stato dunque lo Spirito Santo a spingere Elisabetta a lodare Maria. Il medesimo Spirito Santo spinge tutti i credenti a fare la stessa cosa, a dire incessantemente a Maria: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo. A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?”. Quando noi lodiamo Maria, con buona pace dei protestanti e dei testimoni di geova, siano animati dallo Spirito Santo, stiamo nella più vera corrente evangelica. E loro, che si ostinano a non lodare Maria, si ostinano a non essere mossi dallo Spirito Santo. Ti pare poco? Caro Damiano, andiamo avanti così, con Maria dalla nostra parte. È lo Spirito Santo che vuole questo, è Gesù che vuole questo.

    Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di scrivere questo su Lourdes e su Maria. Ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
    Padre Angelo – Amici Domenicani

    9. Non c’è nessun problema che non possa essere risolto col Santo Rosario

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    La Santissima Vergine in questi ultimi tempi in cui noi viviamo, ha dato una nuova efficacia alla recita del Rosario tale che non c'è nessun problema, non importa quanto difficile possa essere, o temporale o soprattutto spirituale, nella vita personale di ciascuno di noi, delle nostre famiglie, che non possa essere risolto col Rosario. Non c'è nessun problema, vi dico, non importa quanto può essere difficile, che noi non possiamo risolvere con la preghiera del Rosario.

    Serva di Dio Sr. Lucia di Fatima

    6. Colei che forma Cristo in me

    Maria (140) 

     

     

    Ti ho affidata alle cure della Madre Mia, affinché ti formi Lei secondo i Miei disegni.

    Gesù a S. Margherita Maria Alacoque

    13. Cammina mano nella mano con la Nostra Mamma celeste

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    Bambina mia, fatti sempre guidare dalla Madonna, che è la tua vera madre. Cerca di farti sempre tenere per mano da Lei, come io faccio con te adesso!

    La mamma terrena della B. Madre Teresa di Calcutta

    4. Maria, figura discreta ed essenziale nell’incontro con Cristo

    S. Agostino 7 

     

     

     

    Come tutti i "convertiti" la luce dell'incontro con il Cristo mi aveva abbagliato, impedendomi di vedere altro. La Madre, come è stato osservato, e come io stesso sperimentai la si scopre dopo, quando si è entrati in intimità con il Figlio e questi fa accedere "dentro alla casa". Ci si accorge, allora, che quella presenza discreta è in realtà essenziale; che non è un di più , non è l'accessorio che può esserci o no, non è una devozione da tollerare in anziani bigotti, non è la "diversione" che ti impedisce di concentrarti su Gesù solo. Al contrario!

    Vittorio Messori - Ipotesi su Maria, pag.12

    9. Donna guarita a Lourdes, per la medicina è inspiegabile

     

    TORINO  - "Un fenomeno scientificamente inspiegabile, che io stesso impiegherò del tempo a elaborare": così il neurologo Adriano Chiò, dell'ospedale Molinette di Torino, ha definito la guarigione della sua paziente affetta da Sla Antonietta Raco, 50 anni, di Francavilla sul Sinni (Potenza), che ha ripreso a camminare dopo un viaggio a Lourdes. "Non ho mai visto un caso come questo", ha detto il medico. Nessuno, nemmeno la diretta interessata, parla di miracolo. Lei preferisce parlare di "dono". Il medico precisa: "Questa visita era programmata da tempo, e non serviva ad accertare eventuali prodigi. Per questo ci sono le autorità ecclesiastiche". Intanto, però, Antonietta Raco, malata di sla dal 2004 e in carrozzella dal 2005, cammina senza impaccio.
    Continua il neurologo: "A giugno, quando l'ho visitata, non era in grado di muoversi. Solo di alzarsi dalla sedia a rotelle e stare in piedi con un appoggio. Non ho mai osservato niente di simile in un malato di Sla. E' un male che può rallentare, ma non migliora". La donna continuerà, comunque, ad essere seguita presso il reparto di Neurologia delle Molinette, e il professor Chiò ha già ordinato -"per pura cautela" spiega - la ripetizione di alcuni esami che la donna ha effettuato in Basilicata nei giorni scorsi.

    Antonietta, che il 5 agosto insieme al marito Antonio Lofiego, è rientrata da un pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla diocesi di Tursi e Lagonegro, è ancora incredula: "Il viaggio di andata, il 1 agosto, l'ho fatto nel vagone barellati del Treno Bianco Unitalsi. Il giorno dopo, nella vasca benedetta, ho sentito una voce femminile dirmi di farmi coraggio. Pensavo fosse un segno che sarei peggiorata ancora, ma poi ho sentito come un abbraccio, e un forte dolore alle gambe. Ho capito che qualcosa stava accadendo".
    Il 5 agosto, tornata a casa, ha nuovamente sentito la stessa voce: "Mi diceva di raccontare a mio marito quel che era successo. Io allora l'ho chiamato, e davanti a lui mi sono alzata e gli sono andata incontro. Da allora non mi sono più mossa in carrozzella. Solo la prima volta che sono uscita, perché prima di mostrarmi a tutti volevo consultarmi con il parroco".

    Ansa

    14. Non aver paura! Non temere! Ci sono Io!

    S. Stanislao Kostka 4 

     

     

     

    Non temere... il demonio non può far altro che moltiplicare per te l'occasione di grandi meriti: Io ti difendo e Gesù non ti abbandonerà mai!

    La Santa Vergine alla Ven. Josefa Menendez

    5. Cos’è il Piccolo Ufficio della B.V. Maria?

     

    Caro Padre Angelo,
    da qualche tempo ho scoperto l'Ufficio della Vergine Maria e vorrei saperne di più (nel mio caso come forma di devozione mariana "laicale" oltre allo scapolare del Carmelo, che già indosso da qualche anno e alla recita del S. Rosario che resta per me l'impegno principale).
    1) è una semplice devozione o un libro "liturgico" di cui esista una editio typica?
    2) in quali ambienti/ordini è nato e si è sviluppato e dove è tuttora praticato?
    3) ho un po' di confusione tra varie versioni, tutte differenti: ne ho due "preconciliari" (con cui mi trovo bene, essendo legato alla forma straordinaria del rito romano), di cui una in appendice ad un vecchio messalino domenicano, entrambe diverse tra loro; una rinnovata, curata da padre R. Falsini, che sinceramente trovo molto poco mariana, ma che uso quando sono in viaggio essendo tascabile; in giro ne ho viste altre rinnovate e non, in latino e
    Maria (275)italiano, ma non ne ho mai trovata una simile all'altra (diverse disposizioni, salmi differenti, alcuni ordinati per periodo altri per giorno della settimana)...Insomma, fermo restando che la B. Vergine li gradisce tutti, mi piacerebbe capirne qualcosa in più...


    Risposta del sacerdote

    Caro Stefano,
    1. su un antico dizionario di Liturgia ho trovato queste notizie sull’origine del Piccolo Uffizio della B. Vergine Maria:
    “Un Piccolo Ufficio della Beata Vergine compare al sec. X, come forma di devozione privata, a fianco degli Uffici supererogatori della SS. Trinità, dell'incarnazione, dello Spirito Santo e dei Santi, e grande fu la sua diffusione già alla fine di quel secolo, specialmente per opera di S. Pier Damiani († 1072) e di Papa Urbano II, che nel Sinodo di Clérmont (1095) ne fece oggetto di particolare esortazione. Recitato dapprima al sabato come ossequio settimanale alla Madonna, fu in questo compito soppiantato dall'Officium B. Mariae in Sabbato, rimanendo sempre però una delle forme di maggior devozione, specialmente in mezzo al popolo, verso la Madonna”.

    2. Con la Riforma del Breviario Romano, chiamato “Liturgia delle Ore” si è riformato anche il “Piccolo ufficio della B. V. Maria”. Poiché ha perso parecchio il timbro mariano, è entrato in disuso. Solo le letture danno il timbro mariano al Piccolo Ufficio. Prima invece tutto trasudava una presenza e una lode continua di Maria.

    3. Fino a qualche tempo fa molte congregazioni religiose femminili recitavano il piccolo Ufficio della B. V. Maria. Oggi sono passate alla Liturgia delle Ore. I laici domenicani sono esortati a recitarlo, qualora non potessero recitare la Liturgia delle Ore.

    4. Poiché non è imposto a nessuno, ognuno può recitarlo come e quando vuole, anche nella forma precedente. La forma precedente aveva una sua bellezza, lasciava in chi lo recitava un grande senso di pace e faceva sentire la presenza di Maria, insistentemente lodata e invocata. Personalmente di quando in quando ne faccio uso per la mia devozione privata usando ancora il vecchio “libellus precum” che veniva dato a tutti i novizi domenicani. In noviziato il Piccolo Ufficio venivano recitato integralmente e comunitariamente due volte la settimana (oltre evidentemente al Breviario).

    Sono contento che tu lo reciti secondo lo schema proposto dall’antico messalino domenicano. Ti esorto a continuare. Pier Giorgio Frassati, da buon terziario domenicano, lo recitava ogni giorno.

    Il saluto cordialmente, ti prometto un ricordo al Signore e alla B. Vergine e ti benedico.
    Padre Angelo – Amici Domenicani

    9. La regalità della Madonna è frutto solo della devozione popolare? Ha fondamenti biblici?

      Maria (141)

    Caro Padre Angelo,
    Nel quinto mistero glorioso del rosario si medita l'incoronazione di Maria, regina del Cielo e della Terra. Da quando si iniziò a parlare e/o a predicare la regalità della Madonna? E' solo una manifestazione della devozione popolare o anche nel Magistero ordinario ce n'è traccia?


    Risposta del sacerdote
         
    Caro Alessandro,

    1. Il titolo di regina è attribuito a Maria dalla tradizione cristiana almeno a partire dal IV secolo. Poco per volta entra nella preghiera del popolo cristiano e si esprime con le note preghiere della Salve Regina, del Regina coeli, dell’Ave Regina coelorum, nel 5° mistero glorioso del Rosario, nelle litanie lauretane (Regina degli Angeli, dei Patriarchi...).
    Quando nel 1954 Pio XII istituisce la festa liturgica di Maria Regina e pubblica l'enciclica Ad coeli Reginam (11.10.1954) dice espressamente che «non si tratta di una nuova verità proposta al popolo cristiano».
    Pio XII afferma che «il fondamento e le ragioni della dignità regale di Maria, abbondantemente espresse in ogni età, si trovano nei documenti antichi della chiesa e nei libri della sacra liturgia» (Prologo).
    2. L’Angelo Gabriele ha detto a Maria che il Figlio che sarebbe nato da Lei avrebbe regnato eternamente nella casa di Giacobbe (Lc 1,32).
    Elisabetta si inchina davanti a Maria chiamandola "Madre del mio Signore" (Lc 1,43). Da queste parole emerge che la Madre del Signore ha “una certa elevatezza e preminenza” (Pio XII). Le ragioni teologiche che suffragano la regalità di Maria si riducono sostanzialmente a due.

    1. Maria è Madre di Dio

    Pio XII afferma che «l'argomento principale, su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità. Nelle s. Scritture infatti, del Figlio, che sarà partorito dalla Vergine, si afferma: "Sarà chiamato Figlio dell'Altissimo ed il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà nella casa di Giacobbe eternamente ed il suo regno non avrà fine" (Lc 1,32.33); e inoltre Maria è proclamata "madre del Signore" (Lc 1,43). Ne segue logicamente che ella stessa è regina, avendo dato la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose, per l'unione ipostatica della natura umana col Verbo» (par. III).

    2. Maria è socia del Redentore

    Dice Pio XII: «Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare, che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna» (par. III).
    Maria, in quanto nuova Eva, fu associata al nuovo Adamo (Cristo) nella redenzione del genere umano.  “Se Cristo ha fatto miracoli per mezzo dell'umanità che ha assunto, se si serve dei sacramenti e dei suoi santi come di strumenti per la salvezza delle anime, perché non può servirsi dell'ufficio e dell'opera della Madre sua santissima per distribuire a noi i frutti della
    Maria (164)redenzione?” (par. III).
    3. Inoltre vi sono vari passi biblici che fanno capire come questo titolo convenga in maniera eccellentissima a Maria.
    Se San Paolo ha garantito per noi: “Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo (2 Tm 2,12), come possiamo dubitare che questo sia avvenuto per Maria?
    Questa verità appare anche dalle parole di Gesù: “Voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele” (Mt 19,28) e “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele” (Lc 22,28-30).
    C’è poi la testimonianza dell'Apocalisse, dove Gesù risorto dice all'angelo della chiesa di Laodicea: “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono (Ap 3,20-21).

    4. Come vedi, Alessandro, il titolo di Regina ha fondamento biblici convincenti. Quello che è avvenuto per Lei, è garanzia che avverrà anche per noi, perché Cristo è fedele alle sue promesse. L’antichissima devozione del popolo cristiano verso Maria Regina manifesta che lo Spirito Santo ha voluto guidare la Chiesa in questa direzione.
    Pio XII ha ratificato questo convincimento e ha decretato ufficialmente il titolo di Regina e ne ha istituito la festa, che liturgicamente si celebra il 22 agosto, nell’ottava dell’Assunzione di Maria al cielo.
    L'Assunzione inaugura per Maria l'esercizio pieno ed effettivo della sua funzione regale. A partire da quel giorno, l'umanità della S. Vergine è pienamente invasa dalla gloria del Figlio risorto. Maria, che ha portato nel cuore e nel grembo il Re dei re, adesso siede come Regina alla sua destra (Sal 44,10). Non ci resta che affidare noi stessi e le nostre cause alla gloriosa Regina del cielo e della terra.

    Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
    Padre Angelo 
    Amici Domenicani

    9. Profumo della Madre celeste

    Maria (621)


    La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.

    Il Suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

    Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.

    La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?

    Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica, ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti  i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finchè il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.

    Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.

    Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate.

    S. Giovanni M. Vianney (Curato d’Ars)

    7. Dio Spirito Santo, essendo sterile in Dio, cioè non generando un'altra persona divina, è diventato fecondo per mezzo di Maria, che Egli ha sposato

    Maria

     

     

     

     

    Dio Spirito Santo, essendo sterile in Dio, cioè non generando un'altra persona divina, è diventato fecondo per mezzo di Maria, che Egli ha sposato. Con Lei, in Lei e da Lei ha prodotto il Suo capolavoro: un Dio fatto uomo e ogni giorno fino alla fine del mondo genera i predestinati e i membri del corpo di questo capo adorabile: perciò quanto più in un'anima Egli trova Maria, Sua cara e indissolubile sposa, tanto più diviene operante e potente nel riprodurre Gesù Cristo in quest'anima e quest'anima in Gesù Cristo.

    S. Luigi Grignion de Montfort

    Domande sulla Santa Vergine e sui santini

     Maria (136)

    Buongiorno padre Angelo,
    Due giorni fa parlando con un mio amico mi ha esposto una sua teoria secondo il quale la Madonna sarebbe stata una donna normale, però io, nonostante la mia grossa fede mi sento di non avergli dato una risposta efficace, e così al fine di farlo riflettere sul serio, mi chiedo se mi può aiutare lei portandomi alcune argomentazioni forti sul argomento (con il fine di dimostragli il contrario). La seconda domanda è più leggera e riguarda l’importanza che la Chiesa cattolica da alle immaginette religiose, "i santini", e cosa dice a riguardo, e come un fedele dovrebbe comportarsi con essi.


    Risposta del sacerdote

    Caro Emanuele,
    1. per la prima domanda basterebbe ricordare che l’Angelo, quando saluta Maria, dice: “Rallegrati, piena di grazia”, vale a dire piena di santità. Chiedi al tuoi amico se lui sia pieno di santità, se la gente che incontra durante la giornata sia piena di santità.

    2. Inoltre il Signore, quando dà un incarico, dà sempre anche la forza necessaria per compierlo in maniera degna (1 Cor 10,13). Pertanto in considerazione del fatto che la Madonna era incaricata di diventare Madre di Dio che si fa carne, fu colmata di una santità eccezionale, proprio come ha detto l’Angelo: “piena di grazia”.

    3. La Madonna non è una donna qualunque, ma è quella donna di cui Dio ha parlato all’alba della creazione quando disse al demonio: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3,15).

    4. A lei, non al tuo amico, ha dato l’incarico di farci da Madre quando dalla croce ha detto: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26).

    5. Le immagini sono uno stimolo e un richiamo a ravvivare la comunione con i santi, a supplicarne l’intercessione, a imitare i loro esempi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “significano Cristo che in loro è glorificato” e “manifestano «il nugolo di testimoni» (Eb 12,1) che continuano a partecipare alla salvezza del mondo e ai quali noi siamo uniti” (CCC 1161). S. Giovanni Damasceno dice che “la bellezza e il colore delle immagini sono uno stimolo per la mia preghiera. È una festa per i miei occhi, così come lo spettacolo della campagna sprona il mio cuore a rendere gloria a Dio” (De sacris imaginibus orationes, 1, 27).

    Ti ringrazio per l’apprezzamento e per il ricordo al Signore che volentieri contraccambio. Ti saluto e ti benedico.
    Padre Angelo – Amici Domenicani

    Silenziose e nascoste

    B. Mercedes del Sacro Cuore 

     

     

    La vostra vita deve essere simile alla Mia vita: silenziosa e nascosta; essere unite incessantemente a Dio, pregare per l'umanità e preparare il mondo per la seconda venuta di Dio.

    La S. Vergine a S. Faustina Kowalska

    Siamo più fortunati della Vergine Santa!

    162 

     

    A volte mi trovo a dire alla Madonna: “Mia buona e Santa Vergine, trovo che sono più fortunata di Te, perchè io ho Te per Madre, ma Tu non hai una Santa Vergine da amare..!”

    S. Teresa di Gesù Bambino